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 ACCORDO DI PROGRAMMA (Rimini, 22 Giugno 2007)

2003: L'handicap e l'integrazione nella scuola

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Servizio per l'Automazione Informatica e l'Innovazione Tecnologica

A venticinque anni dall'emanazione della legge 577 del 1977, che ha dato avvio al processo di integrazione dei ragazzi disabili nelle scuole 'regolari' statali, si può affermare che i risultati conseguiti mostrano livelli elevatissimi di inserimento. Infatti, l'andamento dei dati retrospettivi, riferiti ad oltre un decennio, evidenzia un costante aumento del numero di studenti disabili che, ad oggi, hanno quote di presenza superiori al 2% nelle scuole elementari e medie e di poco inferiori all'1% nelle scuole secondarie superiori (queste ultime, però, sono state interessate all'accoglienza dei disabili e alla presenza di insegnanti di sostegno alla fine degli anni '80).  Più rilevanti le crescite della presenza nelle scuole che non appartengono alla fascia dell'obbligo: il trend relativo alla scuola dell'infanzia mostra un incremento di disabili di oltre 4.000 unità (un incremento del 46% in tredici anni), ma ancora più forte risulta la progressione nelle scuole superiori, dove le presenze di studenti in situazione di handicap hanno raggiunto una proporzione pari a 7 volte quella dell'inizio degli anni '90.

Un aspetto caratterizzante l'inserimento dei disabili nella scuola è quello legato al costante aumento dell'incidenza di presenze al crescere degli anni di corso sia nelle scuole elementari che medie, fenomeno legato anche alla manifestazione dell'handicap a scolarizzazione avvenuta. Il trend decrescente delle scuole secondarie superiori trova, invece, spiegazione, sia nel fatto che il processo di integrazione in tale livello scolastico non si è ancora pienamente realizzato, sia perché i disabili frequentano prevalentemente scuole di tipo professionalizzante (il 2,81% di presenze negli istituti professionali e il 3,31% negli istituti d.arte) che offrono la possibilità di ottenere un titolo di studio (qualifica o licenza) intermedio dopo tre anni di corso.

Un altro aspetto riguarda la diversità di approccio al problema del settore statale da quello non statale. Fino alla istituzione delle scuole paritarie generalmente i disabili presenti nelle scuole non statali (pubbliche e private) erano concentrati in alcune scuole speciali, oppure, come nel caso delle scuole elementari parificate, erano previste apposite sovvenzioni qualora fossero accolti alunni disabili. Oggi, invece, ciò è divenuto uno dei requisiti essenziali per ottenere la parità. Per tale motivo è ipotizzabile, in un prossimo futuro, un aumento del numero dei disabili in tali scuole. Attualmente l'incidenza di disabili sul complesso degli iscritti nelle scuole non statali è di circa un terzo (0,67%) di quella delle statali (1,81%); la proporzione più significativa si rintraccia nelle scuole dell'infanzia non statali, frequentate dal 22,40% dei bambini in situazione di handicap scolarizzati.

Dal punto di vista territoriale si riscontra una sensibile, seppur non eccessiva, variabilità di presenze di disabili nella scuola. Si passa dal minimo della Basilicata (1,32%) al massimo del Lazio (2,10%). Al di là di presenze effettive di disabili diversificate nelle regioni o a problemi connessi con l'integrazione, si può pensare ad una disomogeneità nella valutazione delle certificazioni dell'handicap, anche in relazione alla gravità dello stesso, così come sottolineato dall'On.le Aprea nella Commissione Bicamerale Infanzia dell'ottobre u.s.

I dati disaggregati per tipologia di handicap non permettono un’analisi molto precisa in quanto la classificazione adottata, di tipo amministrativo, è legata ai requisiti richiesti al docente di sostegno più che alla descrizione dell'handicap dell'alunno. Per questo motivo sotto la voce 'psicofisico' è ricondotta un'ampia varietà di deficit sia di tipo fisico che mentale. C'è, comunque, da rilevare che gli handicap sensoriali, visivo ed uditivo, costituiscono una minima parte (lo 0,10%) dell'1,68% di presenze complessive nelle scuole.